lunedì 12 novembre 2007

L'effetto serra, o peggio?

Ci siamo resi conto ormai dei problemi sempre più gravi ed estesi che ci tormentano e ci minacciano con la destruzione del mondo in cui ci troviamo. Il più mediatizzato e apparentemente il più grave è l'effetto serra. A proposito di come lo vedo io, mi considerei un pessimista. Già da qualche anno abbiamo tutti osservato le conseguenze in tutto il mondo di questo fenomeno sempre più intenso, con lo scioglimento dei ghiacciai nelle montagne, l'assenza sempre più spessa della neve d'inverno, la canicola bollente d'estate, ecc. Molti se ne sono accorti, molti continuano a negarle, troppo pochi prendono delle misure per impedirle. Oggiggiorno, in un mondo sempre più tensionato, sovrappopolato e globalizzato oltre misura, dove la cultura si vende e ogni bellezza naturale viene sfruttata dalle aziende multinazionali per arrichirsi di più, dove gli animali sia diventono monete di scambio, sia sfruttati, sia vengono uccisi, è difficile pensare che la razza umana possa collaborare a risolvere questo problema che ci minaccia con l'estinzione.

"La natura non ha mai generato un essere vivente che non debba distruggere gli altri e se stesso", diceva secoli fa Goethe nel suo 'Die Leiden des jungen Werthers' e quando uno ci riflette, scopre che è vero. L'umanità si è condannata alla morte moltissimo tempo fa, quando con la sua brutalità ed avidità riuscì a dominare gli altri esseri viventi. Pian piano, fiorirono delle civiltà, che per l'unica ragione di terre da dominare, soldi da guadagnare e fama da conquistare, portarono guerra le une alle altre, come se la natura non le avesse offerto abbastanza e il mondo non fosse abbastanza grande per una pacifica coesistenza, dimenticando però che i soldi o il potere sono solamente mezzi per raggiungere uno scopo supremo, , il "sommo bene", come descritto da Aristotele.

Sarebbe troppo da dire su questa regresso dell'umanità a cui in parte contribuì anche la tecnologia. Si cade in un umorismo sadico quando si pensa che la tecnologia venne creata per facilitare la vita del mondo, come uno strumento opzionale di ogni giorno, e siamo arrivati a dipendere totalmente da essa. Però, forse il danno più grave inflitto dalla tecnologia è la sua tendenza di allontanarci dal mondo naturale. Oggiggiorno, la natura è soltanto un elemento che tolleriamo solo per il suo fascino e freschezza, e per il suo ruolo decisivo nel funzionamento normale della terra. Altrimenti, la sfrutteremmo intensivamente per le sue risorse e spazio. Abbiamo forse dimenticato la freschezza di una pioggia, la meraviglia di un arcobaleno, lo fascino del mare, o lo splendido canto degli uccelli avvolto nelle raggi di un mite sole di primavera?

Io no. E anche se vedo uno spreco totale di acqua, elettricità, gasolio, anche se gente come i miei genitori sprecano 10 litri di acqua che lasciano scorrere per dilettarsi con acqua calda ogni mattino, o che utilizzano la macchina per andare al supermercato a 100 metri di distanza, io continuerò a d utilizzare l'acqua fredda, ad andare in giro con i mezzi, a riciclare e a consumare cibo naturale. Un risparmio minimo, però tanto utile per una natura stuffa dei nostri rifiuti.

Per concludere, spero che l'effetto serra non sia fatale, nonostante la negligenza totale dei vari governi di prendere misuri, però sono certo che non ce la faremo a vivere a lungo in pace con la natura e le altre specie, e che le nostre tecnologie eventualmente saranno risponsabili della nostra rovina. Strano, e come se fosse destinato ad essere così.

domenica 11 novembre 2007

Tutti politici quà?

Finalmente, ho un po' di tempo per il mio blog. Leggendo un articolo a caso (leggilo), mi è venuto in mente un fatto interessante sugli italiani che mi ha impressionato dall'inizio: gli italiani (specialmente i giovani) sono più aperti alla politica e ne esprimono con interesse la loro tendenza.

Penso che in tutti i paesi (almeno in italia e romania) esistano i politici di 'top', quelli che appaiono quotidianalmente in TV litigando o prendendo in giro i loro avversari. Per sfortuna, questi sono quelli che hanno il potere e lo dovrebbero sfruttare per il bene del popolo. Sembra come una condanna che quelli giunti al sommo della vita politica siano contaminati dalla stampa e tendano di servirsi del loro prestigio politico per affondarne altri con opinioni diverse, occuparsi tutto il tempo con questi affari inutili, dimenticando però la loro responsabilità per il popolo che li ha scelti.

Malgrado questo fenomeno generale, almeno da quanto ho visto ai miei amici e nel liceo, ognuno ha un proprio orientamento politico (destra, sinistra, estremisti, ecc.), ne è fiero e ne discute con altri. Strano, perché da noi, in Romania, non siamo così impegnati nel mondo politico, lasciamo litigare i prepotenti e ci concentriamo su ciò che è meglio per la nostra città/communità/istituzione, e solo quando le nostre azioni allo scopo di migliorare la nostra vita vengono impedite da una nuova legge, allora ci rivoltiamo e manifestiamo apertamente le nostre pareri. Solitamente, da noi nessuno si schiera dalla parte di un partito o un'altro nei suoi confronti con gli avversari, però accogliamo o rifiutiamo le imprese politiche svolte da ciascun magistrato. In Italia invece, in alcuni casi, sembra che la gente sia troppo impegnata nella loro disputa per accordarsi sulle misure più ovvi per risolvere un problema. Vero è che tutti mantengono la stessa misura, però la vogliono applicare differentemente, nel loro interesse, e l'intero schema crolla nel contrasto idealistico delle due opposizioni.

Comunque, è una bella cosa essere interessato nella politica e adottarne una tendenza personale, perché così le misure prese dai politici non hanno bisogno di una spiegazione e vengono capite e accettate da tutti quelli che lo favoriscono e ne condividono le idee sociali.

Però, nonostante tutto ciò mi sembra assurdo che il governo tolleri manifestazioni nazziste o comuniste, perché nel corso dei decenni si è visto che quando hanno il potere, questi partiti, grazie alla loro concezione sulla società, impongono un regime pressoche dittatoriale e alla fine non riescono a compiere niente di buono, anzi, tutto contrario.

martedì 6 novembre 2007

Alcuni italiani sono cool

Malgrado gli incidenti dell'ultimo week-end che hanno coinvolto alcuni pessimi rappresentanti per gli immigranti romeni in Italia, io sono stato accolto come sempre questi giorni a scuola dai compagni, e ho preso persino alcuni bei voti. Davvero non me l'aspettavo.

Lo sapevo anche prima, ma ora è già ovvio che non tutti gli italiani sono razzisti o oppressivi. Infatti, solo una piccola parte lo è, pero sfortunatamente è quella parte più violente e potente da diffondere e suscitare anche nella gente comune quest'odio stereotipico.

Insomma, qualunque cosa capitasse d'ora in poi, continuero ad ammirare ed apprezzare quelli italiani che non si lasciano influenzati dal sentimento razzista, quelli che credono veramente che la pace e convivenza possano esistere nonostante alcuni cerchino di impedirle. Personalmente, io stesso se fossi italiano, non sono sicuro che avrei fatto lo stesso. Certo, anche in Romania ci sono dei problemi culturali, sopprattutto in Transilvania con gli unguri, che vi abitano in abbondanza. Alcuni transilvaneni (?) li oppressano, alcuni convinono in pace.

Infatti, prima di venire in Italia, pure io prendevo in giro gli stranieri che non sapevano ancora la lingua, e lo facevo sopprattutto con i miei compagni ogni giorno, parolacce, doppi sensi osceni, ecc. Quando però sono venuto in Italia, vivevo sempre con la paura che qualcuno/qualcuni dei miei compagni di classe mi prendessero in giro, però questo non mi è mai accaduto. Non saprò mai ringraziare abbastanza le persone che mi hanno accolto e integrato come uno di loro, e me lo ricorderò sempre. In seguito a questo, io stesso ho smesso di avere qualunque pensiero razzista o pregiudizio e ho appresso a rispettare la persona per quello che è, non per il suo sottofondo etnico-culturale.

Spero che un giorno tutti possano fare così.

lunedì 5 novembre 2007

Uno per tutti e tutti per uno

Per quanto nobile e cortese sembri quest'affermazione, penso che sia la pessima quote che abbia mai incontrata in un romanzo.

Certo, essa potrebbe funzionare in un circolo ristretto di persone, sotto un giuramento o una fedeltà fraterna, però solo lì. Quando viene utilizzata nel mondo reale e applicata come punizione o premio (soprattutto la prima, com'è nella maggior parte dei casi), non è affatto giusta. A mio parere, è un'altro attrezzo, usato moltissimo dalla stampa e media, per accentuare il pregiudizio e il parere proprio e personale su una persona o popolo.

E siccome sono romeno, sappiate che non tutta la Transilvania si trova intorno al castello del Dracula, non tutta la Romania è in uno stato di povertà, non tutti i romeni sono ignoranti e vivono in baracche, non tutte le ginnaste romene prendono 10 alle prove, non è Bucarest l'unica città importante di Romania, non tutti i calciatori romeni giocano come Chivu e Mutu, etc.
Anche se siamo spinti a credere qualsiasi di queste affermazioni secondo la teoria 'Uno per tutti e tutti per uno', sappiate che non tutti gli uomini appartenenti allo stesso popolo sono uguali, quindi con gusti e compotamento uguale.

Sicche non penso che a tutti gli italiani piaciano le spaghetti o il Colosseo.

Capita sempre in classe di essere puniti tutti quanti per la vicenda di pochi, ad esempio l'abbasso dei voti al compito perché 2 hanno copiato, o più esercizi per casa a tutti per il rumore di qualcuno. Vi siete mai chiesti qual'è la ragione dietro a questo e perché dovremmo accettarla? Avete mai pensato sia anche per un attimo che questo modo di risolvere i problemi sia sbagliato?

Dove sono le forze dell'ordine?

Nell'euforia del primo giorno di vita di questo blog, sento che debba essere riempito, giacché non ho nient'altro da fare.

Vorrei aggiungere un esempio di troppa bontà o troppa negligenza. Vicino al palazzo dove vivo c'è un'edicola di fronte a cui passo ogni giorno per andare a scuola. Dietro a questa, isolata in un angolo di parcheggio vicino a degli alberi c'è una roulotte e vi abitano delle persone, direi rrom. Non questo è importante, però schiacciante è il fatto che ogni mattina c'è un poliziotto che si beve il caffe parlando col venditore, proprio nell'edicola. è impossibile che lui non abbia visto cosa c'è dietro, però è da più di un'anno che vedo questa cosa e tuttavia niente si è cambiato.

Esattamente lo stesso succede anche con i baraccopoli nel centro della città, evitate per una 'bontà' negligente, che ormai diventano un parassita ed una vera minaccia per tutti i cittadini.

Certo, è facile incolpare il straniero, quello di cui non si conosce quasi nulla e che diventa sempre un capro espiatorio, però certe volte i veri colpevoli escono fuori dall'altra parte del conflitto, questi essendo le autorità che hanno consentito ai nomadi di insediarsi illegalmente.

Ammetto, questo non è sempre vero, però i pregiudizi non tornano mai utili, e soltanto alimentano l'odio e la violenza.

Immigrazione Romena

Nei giorni scorsi, il fenomeno dei romeni in Italia ha cominciato a interessare sempre di più la stampa, ed è stato mediatizzato su tutti i canali nonché giornali sia regionali che nazionali. Tutto per un incidente gravo messo in una luce molto cattiva (riconosciamo che durante i giorni del caos, e anche prima ci sono stati tale tipo di incidenti, persino più gravi, commessi da italiani e non tanto mediatizzati), di cui però non voglio parlare, non essendo il fattore principale, ma semplicemente la pietra dello scandalo che scattò la tensione accumulatasi nel corso degli anni dagli italiani.

L'immigrazione, particolarmente in Italia, è un problema molto controverso, e quella dei romeni è stata sempre la più discussa e ovvia, in parte per il loro modo di vita che per alcuni fatti sconosciuti da parte degli italiani. Ora sul serio, chimmai opprime i marocchini o gli albanesi di roma e li espatria con decreti (da non intendersi che il famoso decreto valga solo per i romeni). Questo perché, giustamente, questi immigranti vivono tranquilli, integrati nella società e nel sistema fiscale e legale italiano.

Ora, per quanto riguarda i romeni, forse la maggior parte degli italiani non hanno ben capito la distinzione o non sanno, ci sono 2 tipi di immigranti venenti da Romania (da non prendersi per una distinzione razziale o discriminazione di qualsiasi tipo):

1. I romeni veri, quelli che cercano di farsi una vita migliore, legalmente o no, in Italia, che vivono prevalentemente in affitto e sono impiegati presso un'impresa o compagnia che li ha assunti prima di arrivare in Italia (i miei genitori, ad esempio, hanno dovuto aspettare 2 anni affiché vengano assunti da una casa di cura, e 6 mesi ancora per mettere apposto i documenti).

2. I cosiddetti rrom (zingari, 'tsigani' in romeno), i contadini o comunque le persone più povere, le persone con antecedenti penali desiderosi di scapparci. Questa gente è venuta in Italia 'a visitare' , oltrepassando il termine limite di 3 mesi (massimo ammesso dalle leggi di restare nello spazio Schengen, di quanto ne so io), insediandosi in altri campi nomadi accanto agli 'amici' partiti prima, e che lavorano a nero, con reddito giornaliere su nessuna base legale.

Ora, è ovvio che gli immigranti descritti al punto 1 si addattino e si integrino meglio nella società italiana, e non credo di averne mai visto un rappresentante sulle pagine dei giornali da infrattore. Infatti, naturalmente quelli che commettono delitti e infrazioni sono quelli che cercano un guadagno immediato e più facile possibile, che non hanno rispetto per la legge e soliti alle punizioni e alla galera. Per soddisfarsi i bisogni, queste persone si rivolgono sempre ad illegalità che possono finire persino coll'omicidio involontario.

Immaginiamoci il caso di uno di loro. Vive in Romania, possibilmente impiegato presso un'azienda che offre un salario insufficiente dal suo punto di vista, o nella maggior parte dei casi, vive di sussidi pubblici. Sente un amico al telefono dall'Italia, emigrato da poco, che ha trovato alloggio presso altri suoi connazionali in un campo nomade, che gli racconta quanto bella sia l'Italia e quanto indulgenti sono i carabinieri di far finta di non vederli vivere in tali condizioni. Avido per guadagnare quanto più possibile con un minimo di sforzi, il nostro protagonista crede di essergli offerta la via della ricchezza e della salvezza. E la segue.
Trascorre alcuni mesi addattandosi alla vita del campo: misera, piena di persone come lui, quindi possibili avversari, espulsa dalla società. Ci sono giornate in cui trova un posto dove lavorare, e guadagna tanto per cavarsela un paio di giorni.
Nella maggior parte dei giorni, perché espulso e marginato dalla società di fuori, non puo fare che addattarsi alla vita del campo: si dà all'alcool, seguendo un consiglio di un 'veterano' connazionale. L'alcool gli dà un lieve sollievo, e si scorda per una trentina di minuti delle sue condizioni e della miseria in cui vive.
Un anno trascorso nel campo nomado, e il nostro protagonista, in un momento di risveglio dal stato di ubriaco, realizza la realtà: non ce la farà molto a lungo così, è peggio di prima. Non può tornare nel luogo dove ha abbandonato tutto: servizio, amici, famiglia, nella fretta dell'arricchimento. Nè può rimanere così, perdendo battaglie sempre più importanti contro l'alcool. Pensa: non ha realizzato niente né salvato soldi durante l'anno trascorso quì, né lo farà. Anzi, ha perso tutto ciò che aveva per l'avarizia.
Un qualsiasi giorno la crisi finanziaria si aggrava, e non ha bevuto da un paio di giorni una dolce birra o un buon vinetto, senza nemmeno parlare di mangiare. Va per i dintorni del campo e pensa; non può fare altro che realizzare il suo fallimento totale. Arriva la sera e i bisogni alimentari lo tormentano sempre di più. Entra in un momento di follia, e cerca disperatamente intorno a se una soluzione: la trova. Una donna che sta andando in fretta verso casa nel buio. La attacca e deruba. Spaventato dalle grida della sfortunata donna, la rende inconsciente con un colpo. Il momento di follia se ne va, e la paura e la desperazione gli regna la mente. Pensa di averla uccisa, lui che mai aveva picchiato la moglie o i suoi figi, LUI ha ucciso una persona. Si sbarazza del cadavere ancora vivente. Il resto è il compito dei giornali di raccontarlo.

Ho perso tutte le idee con questo racconto, però spero che vi abbia creato un'altra opinione sul perché dei fatti. è ovvio che quì, in Italia, la giustizia è assente o fa finta di non vedere nulla.

Gradirei di ricevere alcuni commenti.

Il primo Post

Salve,

Questo è il primo post su questo blog. Innanzittutto, il motivo principale per cui ho deciso di cominciare a gestire un blog personale è di esprimere le mie opinioni su ciò che succede in Italia (e che si sta mediatizzando soprattutto questi giorni) da quando vi sono venuto un paio di anni fa, sul problema dell'immigrazione, e dei rapporti trai romeni / rumeni (non ho mai capito quale forma è coretta) e gli italiani. Inoltre, vorrei esprimere anche dei pensieri sulla filosofia, con dei miei pensieri su vari problemi della società, sull'ecologia, con informazioni e consigli precisi su come possiamo ancora salvare la Terra, e qualche altro smarrito pensiero.

Non sono una persona abituata alla routine (a parte per quanto riguarda la scuola), quindi non posso garantirvi un aggiornamento quotidiano dei post.

Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni sui vari post e pure di parlare liberamente con voi su vari attualità, sia tendenze, problemi che semplicemente l'adolescenza.

Quindi, buona lettura.